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IKIGAI

Gençlik çalışanları hareketliliği · ORIEL APS (İtalya) koordinatörlüğünde; GEZİDER ortak kurum olarak yer aldı.

Özet, Erasmus+ Project Results platformunda yayımlanan özgün dildeki metindir.

Amaç

Con l'implementazione del progetto IKIGAI abbiamo voluto rafforzare le competenze degli youth workers e dei volontari già attivi nel campo dell’educazione non formale e dell’empowerment giovanile. L’obiettivo principale è stato quello di fornire loro strumenti più avanzati che potessero supportarli nel realizzare con maggiore efficacia le loro attività educative e la loro missione sociale all’interno delle comunità di riferimento. In particolare, ci siamo concentrati sul rafforzamento delle capacità legate alla facilitazione, alla graphic facilitation, al coaching e alla mentorship. Volevamo contribuire alla formazione di una nuova figura di educatore 2.0, capace di adattarsi alle esigenze attuali e di accompagnare i giovani in percorsi di crescita personale e partecipazione attiva. Attraverso un corso di formazione intensivo, abbiamo coinvolto youth workers esperti, invitandoli a partecipare attivamente e a completare alcune attività preparatorie prima dell’inizio del percorso. Al termine, ciascun partecipante è stato chiamato a realizzare una sessione formativa locale dedicata alla leadership giovanile, con l’obiettivo di trasferire quanto appreso ai giovani del proprio territorio, aiutandoli nella creazione di un piano d’azione concreto.

Come educatori, ci siamo posti l’obiettivo di inserirci nel panorama delle ricerche più attuali sui metodi innovativi di apprendimento e di esplorare, testare e sperimentare approcci alternativi per lo sviluppo delle capacità e delle competenze attraverso l’educazione non formale e partecipativa. Nel corso del progetto, abbiamo elaborato e messo in pratica un percorso formativo articolato su tre aree complementari, che abbiamo ritenuto efficaci se sviluppate in parallelo: il training, il coaching e la facilitazione grafica.

Attraverso la componente del training, abbiamo favorito l’acquisizione di competenze e conoscenze tramite esperienze educative partecipative, inclusive e flessibili, coerenti con i principi dell’educazione non formale. Il coaching, invece, ci ha permesso di offrire un supporto personalizzato, spesso one-to-one, con strumenti adattati ai contesti specifici dei partecipanti e con la possibilità di realizzare un follow-up strutturato nel tempo. Infine, la graphic facilitation ha reso possibile un maggiore coinvolgimento dei partecipanti, grazie all’utilizzo di strumenti visivi che, come dimostrato da varie ricerche, risultano particolarmente efficaci per i visual learners, e che si sono rivelati cruciali per superare le barriere linguistiche e rendere il processo formativo più immediato e accessibile.

Sulla base di queste premesse, abbiamo dato vita a una mobilità internazionale centrata sulla formazione dei trainers, con particolare attenzione alla graphic facilitation e all’harvesting. In seguito, abbiamo attivato una fase di lavoro locale, supervisionata e supportata dall’intero consorzio. I partner si sono impegnati fin dall’inizio a monitorare tutte le fasi del progetto, raccogliendo dati sia qualitativi che quantitativi, e valutando l’impatto delle attività.

Il nostro traguardo finale è stato quello di contribuire alla formazione di uno youth worker 2.0, dotato di competenze trasversali, capace di lavorare efficacemente in team ma anche in incontri individuali, e in grado di integrare l’uso di strumenti grafici nei processi di apprendimento e nella disseminazione dei contenuti. Questo profilo è stato concepito per rispondere in modo efficace anche ai bisogni personalizzati dei giovani.

Abbiamo lavorato per sviluppare nei partecipanti competenze concrete che li rendessero capaci, a loro volta, di generare empowerment tra i giovani, assumendo il ruolo di trainers, educatori, facilitatori grafici e leader. Hanno poi implementato attività sul territorio, contribuendo allo sviluppo di piani di azione per le loro comunità. Inoltre, abbiamo sperimentato e raccolto dati sul processo, allo scopo di prototipare un modello innovativo di youth work basato su evidenze concrete, analisi qualitative e quantitative, e strumenti come survey e valutazioni continue, utili per affinare progressivamente il metodo. Infine, ci siamo impegnati a rafforzare le competenze visive dei partecipanti, affinché potessero comunicare con maggiore efficacia, coinvolgere i giovani in modo accattivante, e rispondere con sensibilità e creatività ai bisogni del loro target, promuovendo collaborazione e soluzioni condivise.

Uygulama

Abbiamo implementato principalmente due tipologie di attività. La prima è stata una mobilità internazionale ospitata a Camposilvano (Verona), Italia e strutturata come corso di formazione per youth workers, centrato sullo sviluppo di competenze in facilitazione, coaching e graphic facilitation. La seconda fase ha riguardato l’applicazione pratica di quanto appreso, attraverso attività locali di empowerment giovanile condotte direttamente dai partecipanti nei rispettivi Paesi.

Alla mobilità internazionale hanno preso parte 27 youth workers provenienti da 9 organizzazioni partner dislocate in altrettanti Paesi europei: Italia, Austria, Polonia, Danimarca, Slovacchia, Ungheria, Spagna, Turchia ed Estonia. I partecipanti erano persone già attive nel settore giovanile, con esperienza nell'organizzazione di attività educative non formali e nella promozione della leadership tra i giovani. Erano professionisti e volontari impegnati nelle loro realtà locali e con un forte interesse nello sviluppo di strumenti innovativi per l’empowerment. Il gruppo target è stato selezionato con l'obiettivo di unire in un’unica figura competenze tipiche del facilitatore, del coach e del trainer, in modo da poter combinare abilità formative, strumenti di accompagnamento personalizzato e capacità comunicative visuali immediate ed efficaci. I partecipanti, selezionati all’interno del consorzio dei partner, erano youth workers con una preparazione pregressa, almeno di livello base o intermedio, nel campo del volontariato, della partecipazione attiva e dello youth work. Erano persone già in contatto con i leader delle loro comunità locali e con una conoscenza almeno essenziale delle pratiche di empowerment e dei modelli partecipativi di leadership giovanile. L’età minima era 18 anni, ma la fascia d’età prevalente si è collocata tra i 20 e i 35 anni, coerentemente con quanto osservato in progetti simili già svolti. Tuttavia, il consorzio ha voluto valorizzare anche la partecipazione di youth workers over 35, riconoscendone il valore in termini di esperienza e il contributo positivo nel favorire un dialogo intergenerazionale. L’equilibrio di genere è stato garantito attraverso un processo di selezione attento e condiviso con tutti i partner del progetto.

Durante il training, abbiamo adottato un approccio esperienziale e non formale, con momenti di outdoor education, lavori di gruppo, riflessioni individuali e attività pratiche di visualizzazione. In seguito, ciascun partecipante ha realizzato almeno una sessione di formazione a livello locale, rivolta ai giovani della propria comunità, trasferendo le competenze acquisite durante la mobilità. In totale, oltre ai 27 partecipanti principali, sono stati coinvolti decine di giovani a livello locale nelle attività di follow-up, ampliando significativamente l’impatto del progetto nei diversi contesti geografici e culturali di appartenenza.

Sonuçlar

Il progetto IKIGAI ha prodotto risultati significativi e un impatto multilivello che ha superato i confini dei singoli partecipanti, coinvolgendo attivamente le organizzazioni partner, le comunità locali e la rete internazionale dello youth work. I contenuti formativi e le metodologie utilizzate hanno permesso di sviluppare un curriculum innovativo basato sull’integrazione tra coaching, formazione e facilitazione grafica, elementi che hanno reso il progetto unico nel suo genere. I partecipanti hanno acquisito non solo competenze tecniche, ma anche strumenti pratici per l’empowerment dei giovani, la promozione della partecipazione attiva e il coinvolgimento della comunità in modo efficace, creativo e inclusivo.

Il valore aggiunto del progetto è stato quello di combinare approcci altamente adattabili alle esigenze dei giovani, grazie a un supporto basato sul coaching e sul mentorship, centrato sulla responsabilizzazione e sulla valorizzazione delle risorse personali. I partecipanti sono stati messi in condizione di accompagnare i giovani nei loro percorsi di crescita attraverso domande potenti, ascolto attivo e visual tools, che hanno consentito di superare barriere linguistiche e culturali, raggiungendo anche fasce vulnerabili della popolazione giovanile. L’uso della graphic facilitation ha avuto un ruolo decisivo in questo senso, grazie alla sua immediatezza comunicativa e alla capacità di generare coinvolgimento emotivo e cognitivo.

L’impatto locale è stato garantito dalla struttura stessa del progetto, che ha previsto una fase di mobilità seguita da una fase operativa nelle comunità di appartenenza dei partecipanti. Questi ultimi hanno realizzato eventi locali, workshop e sessioni formative legate ai piani di azione sviluppati durante la formazione, con il supporto delle rispettive organizzazioni. Tali attività hanno rappresentato una concreta opportunità per trasferire competenze nei territori e per contribuire al rafforzamento dello youth work locale.

A livello regionale, ogni partner ha diffuso i risultati del progetto attraverso le proprie reti di contatto, coinvolgendo centri giovanili, scuole, enti pubblici e media locali. La cooperazione cross-settoriale ha favorito la moltiplicazione dell’impatto, permettendo l’introduzione delle metodologie sviluppate anche in contesti educativi formali e istituzionali.

L’impatto nazionale è stato favorito in particolare dal ruolo di Oriel APS, applicant del progetto e membro del Board del network italiano “Europiamo”, che ha consentito una disseminazione dei risultati su scala nazionale, coinvolgendo reti del terzo settore e stakeholder rilevanti. Sono stati avviati contatti con la Federazione Italiana di Coaching e con istituti di formazione per favorire l’integrazione del coaching giovanile nelle pratiche educative a livello italiano.

Infine, l’impatto europeo e internazionale è stato assicurato dalla natura transnazionale del consorzio, che ha coinvolto organizzazioni attive nello youth work in nove Paesi diversi. La diffusione dei metodi sperimentati è avvenuta attraverso eventi internazionali, pubblicazioni online, scambi di buone pratiche e strumenti di monitoraggio aperti. Alcuni risultati delle attività locali e nazionali sono stati sistematizzati e condivisi per alimentare la ricerca su nuovi modelli di youth work. I partecipanti stessi, dopo aver acquisito nuove competenze, hanno continuato a promuovere il progetto nei loro contesti, ampliando ulteriormente la rete e la portata dell’impatto. L’intero staff dei partner ha beneficiato di un percorso di apprendimento condiviso, favorendo la crescita professionale degli youth workers e la qualità del lavoro educativo svolto con i giovani in Europa.

Ortak kurumlar

Key competences development Inclusion of marginalised young people Physical and mental health well-being
Gizliliğe genel bakış

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